M'invitasti alla cena, ospite fuori lista, margherita di campo tra papaveri rossi e impettiti. Appallottolai l'invito stizzita e ne feci strumento per testare la mia capacità di fare centro. Potrei drizzare le spalle d'orgoglio, potrei. Annuso l'aria come i cani per trovare tracce che mi conducano al nome dell'inganno. Rido, vestita con piume d'oca finta, della tua sicurezza vestita da pantaloni e una manciata di pepe tra i capelli. Rido dell'ingenuità e scioccaggine con cui tratteggi la me, riflesso di specchio. Sorrido vedendomi entrare nella stanza: rimmel sulle ciglia, tacco 12 o abito da artista francese, ancora non so. Di sicuro avrò sguardo sfrontato e silenzio sulle labbra. Saprò alitare, stanne certo.
PuntoG
sabato 10 maggio 2014
Papaveri e margherite
venerdì 9 maggio 2014
lunedì 5 maggio 2014
Ci sono cose che dovrebbero finire dentro un mazzo di rose
Guardare la luce che scolora è un'altro giro di lancette, è sabbia scivolata dentro il vetro; è spazio tra le immagini che diventano più nitide, con una messa a fuoco direi quasi perfetta, come se lo spazio d'aria tra passato e presente avesse una proporzionalità diretta col tempo trascorso. E' pace dentro quelle immagini di un quasi cortometraggio. Gli uno fanno pace con gli zeri della sequenza binaria che crea forme digitali: on o off. Ci sono ricordi che spariscono, altri si rafforzano nel tempo come quadri appesi con un'impronta dietro, sul muro bianco. Questi ultimi sono nutriti da amorevoli care tanto da farli crescere sani e forti, meglio che con i biscotti Plasmon. Sono come i puzzle: li puoi montare e rismontare ancora e ancora ma l'immagine non cambia, rimane bella come la prima volta quando le note di un jazz rotolavano dalla tromba insieme alle gocce di sudore che imperlavano la sua biglia calva e nelle pause si lisciava la barba e stringeva gli occhi da miope per metterti a fuoco. Il jazz è una musica immmortale, vedrai che prima o poi lo sentirai suonare dentro un mazzo di rose.
PuntoG
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domenica 13 aprile 2014
Get some air
Cambiai gli occhi per guardarti attraverso la fessura del tempo. Bava di mare sugli scogli e sole opaco. C'era stata un'isola di libri, e quaderni, e segni e disegni. La sabbia è liquida di spessore, sguscia dagli abbracci senza rumore. Fidarsi è il sole ad ogni alba e lune al tramonto. I pensieri degli uomini hanno altri orologi e sfuggono alla logica. La pozza d'acqua sulla spiaggia è mare e oceano. Mescola fiumi e lacrime del cielo. Ti raccontai la storia della statua-sirena: guardava le luci del mondo e ne faceva storie. La tua terra va verso il cielo, il mare, non lo puoi ascoltare.
Il tempo è fessura per infilarcisi dentro, anche domani.
PuntoG
Il tempo è fessura per infilarcisi dentro, anche domani.
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domenica 30 marzo 2014
Outing
Mettere ordine. Le virgole per prendere fiato e i puntini sulle "i" come aureole sulle verità.
Stanno sospesi, i puntini appunto, come se qualcuno ci soffia da sotto. Non troppo piano, ma neppure troppo forte, che altrimenti se ne volano via come palloncini abbandonati dal polso. C'è un equilibrio nel mettere questi benedetti puntini, un ritorno ad un ordine disatteso o evitato. E' come fare le pulizie di Pasqua quando il sole si risveglia e fa cantare i pennuti sotto le nuvole leggere. C'è un bisogno, come di pulire i vetri per fare entrare luce tersa. A volte la vita è opaca e necessita di una lucidata per sorridere meglio.
Mia madre dice -beata lei che è così informata - che quest'anno va di moda il rosso sulle labbra. Andrò a comprarlo.
PuntoG
Stanno sospesi, i puntini appunto, come se qualcuno ci soffia da sotto. Non troppo piano, ma neppure troppo forte, che altrimenti se ne volano via come palloncini abbandonati dal polso. C'è un equilibrio nel mettere questi benedetti puntini, un ritorno ad un ordine disatteso o evitato. E' come fare le pulizie di Pasqua quando il sole si risveglia e fa cantare i pennuti sotto le nuvole leggere. C'è un bisogno, come di pulire i vetri per fare entrare luce tersa. A volte la vita è opaca e necessita di una lucidata per sorridere meglio.
Mia madre dice -beata lei che è così informata - che quest'anno va di moda il rosso sulle labbra. Andrò a comprarlo.
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giovedì 13 marzo 2014
Per trovare i cronopios bisogna essere un po’ cronopios, ma anche un po’ famas
C' è una gran corrente a volte. Porte che si aprono e si chiudono continuamente, nemmeno il tempo per vedere lo spiraglio di luce inghiottita dentro lo spazio della memoria. A volte capitano tuffi dentro braccia che ti avvolgono come la luce di queste mattine così luminose che devi indossare gli occhiali da sole prima delle ciabatte. Per salire le scale servono le istruzioni, dice Julio. Potrebbe aver ragione. Le pedate tutte uguali sono l'inganno dell'ovvietà. Celano inciampi. Inaspettati. A volte sorrisi.
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giovedì 6 marzo 2014
Lette(re)
Andarsene per tornare
è il gioco del perdere
letto sui fondi del caffè
bevuto nella stanza
con le grate alle finestre.
Ha le gambe nelle enne
il verbo,
solide per passi svelti,
un ponte nella A
per passare dall'altra parte.
E non importa se la tazza
è sbeccata da un sorriso.
PuntoG
è il gioco del perdere
letto sui fondi del caffè
bevuto nella stanza
con le grate alle finestre.
Ha le gambe nelle enne
il verbo,
solide per passi svelti,
un ponte nella A
per passare dall'altra parte.
E non importa se la tazza
è sbeccata da un sorriso.
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