L'ho rivisto ieri.
Con la giacca extra large che gli ballonzolava addosso sembrava il servo muto della camera da letto.
Presentazione ufficiale di Sofia.
Stava in braccio a questo vecchio papà invecchiato, tenuta d'occhio dal broncio della madre. Che pena.
Come dice la mia amica Mallarmeana (che tra l'altro dovete proprio andare a leggere, la trovate qui) forse bisogna vivere "senza bisogno di essere necessariamente felici o infelici.".
In fondo è vero.
Vivere godendo o soffrendo, a seconda i casi, a secondo del momento.
Bontà loro, manifestano palesemento il vestito dell'infelicità che li avvolge, mentre Sofiai dispensa sorrisi a piene gengive.
Credo che l'infelicità sia una di quelle cose da non condividere.
L'infelicità è single. E' un divano buono per tutte le ore della giornata e per tutti i giorni della settimana. Sono i piatti da lavare dentro l'acquaio, gli avanzi ammuffiti dentro il frigo.
Tuffarsi a condividere la vita può concedere al massimo un "vuoto d'allegriga", come diceva S.
Ho gli occhi spigolosi.
Odiatemi o amatemi.
A scelta.
Ballo da sola, non importa.
PuntoG
mercoledì 1 giugno 2016
sabato 19 marzo 2016
Inshalla,a volte
Ci sono cose che capitano. Capitano e basta.
Ci sono altre cose che capitano come se la vita dovesse risarcirti di qualcosa.
Un copione quasi uguale. Su pagine nuove di cartiera. Senza sgualciture, stirate e inamidate.
Pagine così perfette che uno magari ci mette un punto di domanda alla fine di un pensiero ricorrente del tipo "E adesso".
C'è una ciclicità strata, un rewind che riporta la canzone all'inizio. Tu ci sei, la musica anche. Il cantante è uno nuovo, mai sentito prima. Non più bravo, non peggiore, solo diverso.
Come nel palazzo qui davanti.
Ogni sera la stessa successione di accendersi e spegnersi di luci. Ogni sera una recita diversa, un copione inedito.
Prima o poi smetterò di scrivere, sicuro.
Non prima di aver dipanato un pò di cose.
Stasera volute grigie e pastis.
Inshalla!!!
PuntoG
A L.e U., così lontani, così vicini.
Ci sono altre cose che capitano come se la vita dovesse risarcirti di qualcosa.
Un copione quasi uguale. Su pagine nuove di cartiera. Senza sgualciture, stirate e inamidate.
Pagine così perfette che uno magari ci mette un punto di domanda alla fine di un pensiero ricorrente del tipo "E adesso".
C'è una ciclicità strata, un rewind che riporta la canzone all'inizio. Tu ci sei, la musica anche. Il cantante è uno nuovo, mai sentito prima. Non più bravo, non peggiore, solo diverso.
Come nel palazzo qui davanti.
Ogni sera la stessa successione di accendersi e spegnersi di luci. Ogni sera una recita diversa, un copione inedito.
Prima o poi smetterò di scrivere, sicuro.
Non prima di aver dipanato un pò di cose.
Stasera volute grigie e pastis.
Inshalla!!!
PuntoG
A L.e U., così lontani, così vicini.
giovedì 10 marzo 2016
Domani nella battaglia pensa a me
Ulisse tornò ad Itaca solo per ritrovare Argo.
Penelope è il buon partito, la madre dei figli. Ha le ali di Icaro, può volare restando. Perde tempo tessendo e sfilando la tela per avere la compagnia dei Proci, non nella speranza del ritorno del suo sposo come ci hanno fatto credere.
Polifemo e le sirene il desiderio di Ulisse di non tornare. tanto che s'immagina persino i lotofagi.
Argo lo aspetta, pidocchioso e affamato. Beffa del destino fa si che muoia dopo il ritorno di Ulisse. Ritorno inutile insomma. Però è l'unico che riesce a vedere oltre le apparenze.
Gli eroi sono strani. Compiono gesta di un coraggio estremo e poi s'inciampano davanti al proprio sentire, davanti a realtà immaginate, incapaci di raccontarsi le proprie verità.
Gli eroi non esistono neppure nei poemi epici.
Non me ne voglia Omero se ho colto l'inganno della narrazione.
"Domani nella battaglia pensa a me e cada la tua spada senza filo. Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani sulla tua anima, che io sia piombo dentro il tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia.
Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori."
Shakespeare, Riccardo III
PuntoG
Penelope è il buon partito, la madre dei figli. Ha le ali di Icaro, può volare restando. Perde tempo tessendo e sfilando la tela per avere la compagnia dei Proci, non nella speranza del ritorno del suo sposo come ci hanno fatto credere.
Polifemo e le sirene il desiderio di Ulisse di non tornare. tanto che s'immagina persino i lotofagi.
Argo lo aspetta, pidocchioso e affamato. Beffa del destino fa si che muoia dopo il ritorno di Ulisse. Ritorno inutile insomma. Però è l'unico che riesce a vedere oltre le apparenze.
Gli eroi sono strani. Compiono gesta di un coraggio estremo e poi s'inciampano davanti al proprio sentire, davanti a realtà immaginate, incapaci di raccontarsi le proprie verità.
Gli eroi non esistono neppure nei poemi epici.
Non me ne voglia Omero se ho colto l'inganno della narrazione.
"Domani nella battaglia pensa a me e cada la tua spada senza filo. Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani sulla tua anima, che io sia piombo dentro il tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia.
Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori."
Shakespeare, Riccardo III
PuntoG
lunedì 16 novembre 2015
GioVedi ti penso ancora.....
Era il tempo delle tue colazioni con Nutella. Mangiavo altro io, anche se non ricordo cosa. Di me a quel tempo, ricordo te. E niente altro. Erano le tue risate in differita a riempire l'aria. Si, ridevi così, un passo dopo la battuta, dopo esserti lisciato la barba e messo dei puntini sospensivi, come quando si sorseggia un buon vino e bisogna prendersi il giusto tempo per lasciare che i sentori si diffondano sulle papille. Ho sempre amato quel tuo modo di ridere quasi ragionato, di uno che non ride a caso per qualunque cosa, anche se non ne vale la pena. Ho amato molte cose di te. Il pudore che hanno solo i bambini è un'altra cosa che mi manca, nonostante scandagli spesso l'animo umano che mi circonda, non riesco a trovarlo, non più, non in qualcuno. Ho amato anche la tua paura travestita da integerrima dirittura morale. Eri l'eroe, non potevo che metterci una morbida coperta attorno. Penso e ripenso, a colori. Nulla è sbiadito. La sciarpa è nell'armadio insieme a tante altre cose che hanno scritto una pagina di storia. Chiudo gli occhi e m'incanto ancora, senza ruggine.
Il tempo aiuta chi vive la vita.
A B. che mi ha fatto ripensare a mille cose.
PuntoG
Il tempo aiuta chi vive la vita.
A B. che mi ha fatto ripensare a mille cose.
PuntoG
sabato 29 agosto 2015
Manca(mento)
Danzano le dita su tasti bianchi e neri mentre una luna più grande tra le lune, fa da regina a questa notte. E' profumo d'estate questo buio appena cominciato. Cerco note di memoria con lo stesso odore. Tutto si perde nell'oblio di un trampolino mancato, di un tuffo rimasto a mezz'aria o solo pensato. Ci sono notti che regalano e altre che rubano. Sempre è il sibilo di un cobra acquattato dentro la cesta e l'estate l'ipnosi del flauto. Serve un'altra stagione adesso.
PuntoG
PuntoG
venerdì 29 maggio 2015
Capitano mio capitano
Come Capitano di nave deserta,
sfida la tolda.
Occhi muti spazzano l'orizzonte
fino a Penelope e i Proci.
Ulisse s'imbellisce
di spade e allori ovunque.
Argo si scrolla
dal nastro rosso.
Gli animali sanno.
PuntoG
sfida la tolda.
Occhi muti spazzano l'orizzonte
fino a Penelope e i Proci.
Ulisse s'imbellisce
di spade e allori ovunque.
Argo si scrolla
dal nastro rosso.
Gli animali sanno.
PuntoG
domenica 15 febbraio 2015
Ovunque
La bava di baco sa unire
ovunque
è solo un po' più in là da qui
apro la finestra e canto(ti) la poesia.....
PuntoG
ovunque
è solo un po' più in là da qui
apro la finestra e canto(ti) la poesia.....
PuntoG
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