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domenica 4 dicembre 2011

Gli occhi del tempo

Prendere una manciata e tenerla dentro il pugno della mano. Dita serrate per rabbia e per l'economia di non disperdere il prezioso contenuto. Piccoli puntini accucciati uno all'altro. Stridono nel silenzio e sotto il peso delle falangi. Il braccio ondeggia col ritmo dei passi, col vento che si fa carezza e rende farfalla ogni foglia ingiallita del penultimo foglio del calendario. Le crome, fitte fitte per riempire lo spazio dentro la battuta, fanno spazio alle signorine con la faccia bianca. La musica si fa più stanca quando l'inciampo rompe l'equilibrio. Un cane con la zampina sollevata si è appropriato di un tronco d'albero. Ha la faccia felice, come solo un cane può averla. Basta poco. Il poco è molto e il non fare è meglio del fare. Gli steli di achillea hanno la magia del mutamento del mondo e la lentezza dei gesti. Il centro del mondo è una piccola capocchia di spillo dentro uno spazio vuoto, buio e sperduto. Serve guardare un fiume e ascoltarlo, per dipanarsi.

PuntoG

lunedì 21 giugno 2010

Il Gian

Oggi sono andata a trovare il Gian. Quello con la pipa e gli occhiali. Ma non è un vecchietto rincintrullito. Non è nè vecchietto nè rincitrullito, forse così si capisce meglio. Il Gian è il mio Wikipedia, anche se una volta mi ha detto "non so come si fa, me lo spieghi?" E io l'ho scritto sull'agenda passandoci sopra l'evidenziatore verdechesivedeanchealbuio. Secondo me non gli piace per niente fumare la pipa. Gli piace invece tutto quello che ci gira attorno: la lentezza, la gestualità, il tabacco da toccare con le mani. Del fumo credo gli importi poco. Oggi abbiamo parlato di I Ching. Mi ha detto una cosa interessante in riferimento al fatto che io non sempre ne capisco il significato. Da dietro gli occhiali e la pipa una voce: "non bisogna capire. Leggere e gestaltizzare."
Mitico Gian, sempre

PuntoG