Visualizzazione post con etichetta db. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta db. Mostra tutti i post

domenica 22 maggio 2011

Niente spigoli. A colazione almeno

Domenica mattina e ci vuole qualcosa di speciale per sfilare i piedi da sotto le coperte e trasferirli dentro le ciabatte. Innanzitutto serve mettere in ferie il mostro nero con le orecchie di metallo che quando suona può servire ad almeno 1/3 della popolazione terrestre. E questo l’ho fatto ieri sera, ovviamente. Dicevo di stamattina, si…..stamattina colazione (la prima della stagione) sul mio mini terrazzo, approfittando del sole. E’ impagabile la colazione fuori, adagiata sul tavolino verde, tondo, niente spigoli, che già bastano quelli della vita. Caffè lungo in tazza grande, quella con la pecora nera, che mi sembra sia la scelta più indicata stamattina. E fette di pane croccante, tiepido il giusto per far sentire l’odore di grano e di campagna. Tiepido il giusto per far fondere solo un po’ la marmellata di visciole. Buona nel sapore, briosa nel colore, che aiuta a svegliarsi, anche. Piccoli sorsi al caffè che mentre lo bevi ti riscaldi le mani. Piccoli morsi al pane che fa rumore di passi sulla sabbia, e questa domenica può iniziare a srotolarsi pian piano. E Keith Jarrett può sgranchirsi le dita col suo "The Köln Concert" che ha il vantaggio di essere asemantico. Note agganciate a niente che lasciano liberi i pensieri di dispiegarsi senza agganciarsi a una traiettoria obbligata.

PuntoG

lunedì 2 maggio 2011

Tutto qui

C’è un prima. Un dopo. E un in mezzo. Proprio tra i primi due, come la nutella spalmata dentro il panino, c’è il durante. Ma non è un punto di riferimento come gli altri. E’ complicato da spiegare. Il durante è il presente che si srotola e diventa passato. Ma non è il “prima di” tantomeno il “dopo di”. Insomma è il durante e basta. Come questo post che è il dopo e la domenica che lentamente è finita è il durante. Insomma prima c’erano vermetti neri e 21 toni di voce. Ora c'è tutto il resto, o quasi. E non è vero che il durante non ha cambiato nulla. Ora scrivo e vedo. E sento.
E’ tutto il resto che non è cambiato. Scrivere è come parlare. Parlare è come scrivere. C’è la stessa leggerezza. Io scrivo perché mi sai leggere e parlo perché mi sai ascoltare. Quando sono Conte Dracula e quando sono farfalla. Tutto qui.


Felice della decantazione. Tutto qui. Ma è un tutto molto. Per me, almeno.

PuntoG

sabato 30 aprile 2011

Baciami, baciami, baciami.

Sabato mattina e aver voglia di braccia di Morfeo ancora, mentre i piedi s'infilano dentro le ciabatte e disperatamente cercano la strada verso la cucina.
Sabato mattina e l'uccellino del bollitore fischia e finalmente caffè caldo in tazza grande, come sempre. Fuori autunno, dentro occhi pesti perchè non si ha più 20 anni e far l'alba davanti ad un bicchiere di Porto non stira di certo le rughe.
Sabato mattina e sentirsi Pollicino che sbriciola pane della mente per farne traccia. Perchè "scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente" (D. Glattauer), e non è una citazione e basta.
Musica sempre, come il caffè in tazza grande. I Modà in qualche modo cantano i miei pensieri e a proposito di stradine di parole "per lo meno posso scriverti e semmai ti arriverà ciò che ho scritto almeno leggimi".
Sabato mattina e sorrido mentre riempio la scatola con su scritto "per le attese".

PuntoG