Dovrebbero insegnarcelo a scuola cosa capita a furia di star dietro ai libri, alle parole, al mondo dentro che deve crescere a dismisura. Che le domande hanno una crescita esponenziale e si moltiplicano come i batteri. E che a furia di usare belle parole perdiamo il senso della comunicazione. Dovrebbero insegnarcelo a scuola che si rischia di allontanarsi dal centro del mondo, piuttosto che avvicinarsi. Dovrebbero insegnarcelo davvero che a furia di diventare grandi perdiamo il senso delle cose piccole ma di grande valore. Come la capacità di sognare, di giocare, di dimenticare i torti subiti quando gli occhi cadono sul budino traballante dentro il frigo che s'illumina per magia quando lo apriamo. Dovrebbero proprio spiegarcelo che non serve a nulla disquisire di filosofia, leggere libri su libri, andare a teatro, recitare poesie, se poi ci dimentichiamo di far volare gli aquiloni, se facciamo la fine dei pesci rossi dentro una boccia tonda sempre uguale a se stessa. O se non riusciamo più a comprendere che "per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa". E non me ne abbia Cortazar se lo cito spesso. Qui e altrove.
PuntoG