giovedì 18 aprile 2019

Prezioso


- com'è il tempo lì da te?

- PREZIOSO


da una vignetta di Charlie Brown

PuntoG

mercoledì 17 aprile 2019

Luce di quasi estate

Ripenso ai tanti cieli, l'azzurro capovolto che riflette il mare direbbe Vecchioni. Ripenso e mi commuovo, e non è mai abbastanza. Ripenso al bordo bianco sul grigio dell'asfalto, in bilico tra il dentro e il fuori, a segnare e ad insegnare. Ripenso e mancano pezzi di memoria, a volte dimenticati, a volte volate via in un quasi oblio, perché la striscia bianca continua sempre a srotolarsi. Penso a un bicchiere di vino che verrà, posato su un tavolino illuminato da una luce di quasi estate. Penso alle risate, ai racconti fitti fitti.
Ripensare è memoria.
Pensare è ul futuro.
Chi sa quali colori sceglieremo (?)

PuntoG

domenica 6 gennaio 2019

Cronache dall' autostrada

A fari accesi in autostrada per bucare il buio. I residui natalizi sulle facciate delle case sembrano spruzzi di neve. Come pure i tanti piccoli paesini arrampicati sulle colline. L'autostrada scorre ai margini del mondo e lo sfiora. Diventa difficile anche solo immaginare che i rettangoli in lontananza possano essere case con dentro persone. Il buio rende, se possibile, ancora più surreale il paesaggio che a stento si scorge. Tra un po' ci fermeremo in uno dei tanti autogrilli, tutti uguali a se stessi e senza importanza. Solo il bisogno di un caffe gli darà forse un po di dignità. E una tra le più belle canzoni di Guccini, per chi se la ricorda ancora.
Dall autostrada è tutto.
PuntoG

sabato 23 giugno 2018

A volte, d'estate piove

Due giorni di tregua dalla pioggia e l'aria si riscalda, le braccia fanno capolino dalle maglette, goccioline imperlano la fronte. Sembra proprio estate. E cosi, in questa quasi notte di finalmente estate, le dita hanno un guizzo sulla tastiera e si, ti scrivo. Pregando la dea estate,  con noi  sempre cosi clemente, di regalarci un'altra musica. Ancora e ancora.
Dovrei saperla a memoria questa lettera scritta e scancellata 1, 100, 10000 volte. Eppure le dita inciampano sui tasti, restano sospese sulla tastiera, hanno singhiozzi continui e bisogna tornare indietro, a correggere qualche lettera di troppo o di troppo poco. La memoria vacilla tra i ricordi di queste parole a memoria perchè scancellare non è proprio la stessa cosa di cancellare. La prima, quella meno usata e più bistrattata, devi ascoltarla nel silenzio per capire quanto affonda sulla carta scitta da un tratto a matita. E' come se la gomma, pesante per il compito di sbiancare a dovere,  non riuscissi più a sollevarla dal foglio. Cancellare è invece un volo di farfalla che si posa su un'errore banale, su una parola da cambiare con un sinonimo, un'eccesso di perfezione di chi scrive. E allora, a furia di scancellare, le lettere scompaiono, come i pezzetti di vetro dentro un caleidoscopio danzano e si ricompongono in parole nuove, tante, diverse, alcune persino inutili, E. la memoria. nulla può perchè altro non è se non un suono, un odore, un'emozione, fotogrammi congelati in un fermoimmagine dove io ridevo e tu mettevi gli occhiali sopra la fronte e, solo dopo, ridevi anche tu, Una frazione dopo l'apnea. Ho scancellato, certo.Eppure tu sai cosa c'è nel solco bianco della gomma. Possiedi i fotogrammi e li sai. A memoria.
Sto sulla striscia bianca e mi canto una canzone. Se la senti, puoi cantarla anche tu.

PuntoG

martedì 23 agosto 2016

Così finì l'estate

L'estate finì dentro le linee della mano. Una fitta rete di ragnatele del tempo stese come panni ad asciugare.
Matteo non lo vedeva da 30 anni almeno. Di lui ricordava la voce e le T maiuscoscole sul foglio bianco, con una specie di riccio in alto. Leggero come una carezza.
La stazione dei treni raccolse l'abbraccio e lo stupore. Una littorina sonnacchiosa gracchiò in lontananza.
Poi fu lo scorrere dell'asfalto a srotolare i ricordi. E le canzoni che arrivavano all'improvviso come per magia, a riportare dentro un tempo di zucchero filato. O almeno Anna lo ricordava cosi. Lieve, come le nuvole che attraversavano il cielo senza lacrimare.
Fu un'estate lunghissima, anche se finì davvero in fretta. Senza il tempo di capirlo che stava arrivando l'autunno e le gite in auto, a scoprire angoli di mondo, erano finite.
Matteo girò la chiave, l'auto tossi appena,  poi lentamente si avviò verso il viale alberato, facendo volare via una manciata di foglie quasi gialle.
Le venne in mente "Eva Luna" [...] Tu pensi per parole, per te il linguaggio è un filo inesauribile che tessi come se la vita si facesse narrandola. Io penso per immagini congelate in una foto. Ma non impressa su una lastra, piuttosto come disegnata a penna, è un ricordo minuzioso e perfetto, dai volumi morbidi e dai colori caldi, rinascimentale, come un’intenzione colta su una carta porosa o su una tela. E’ un momento profetico, è tutta la nostra esistenza, tutto il vissuto e il da vivere, tutti i tempo simultanei, senza inizio né fine. Da una certa distanza guardo quel disegno, in cui ci sono anch’io. Sono spettatore e protagonista.[...].  
Seppe che lo avrebbe sempre ricordato in piedi, in movimento, con le braccia conserte, a chiudere dentro una bolla il suo mondo, mentre con le parole dipanava l'intreccio richiudendolo su se stesso.
L'estate finì dentro le linee della mano. Una fitta rete di ragnatele del tempo stese come panni ad asciugare.
Anna aprì il libro e cominciò a scorrere le parole. Perchè le ragnatele non smettono mai d'intrecciarsi.

PuntoG
 

mercoledì 1 giugno 2016

L'infelicità è single

L'ho rivisto ieri.
Con la giacca extra large che gli ballonzolava addosso sembrava il servo muto della camera da letto.
Presentazione ufficiale di Sofia.
Stava in braccio a questo vecchio papà invecchiato, tenuta d'occhio dal broncio della madre. Che pena.
Come dice la mia amica Mallarmeana (che tra l'altro dovete proprio andare a leggere, la trovate qui) forse bisogna vivere "senza bisogno di essere necessariamente felici o infelici.".
In fondo è vero.
Vivere godendo o soffrendo, a seconda i casi, a secondo del momento.
Bontà loro, manifestano palesemento il vestito dell'infelicità che li avvolge, mentre Sofiai dispensa sorrisi a piene gengive.
Credo che l'infelicità sia una di quelle cose da non condividere.
L'infelicità è single. E' un divano buono per tutte le ore della giornata e per tutti i giorni della settimana. Sono i piatti da lavare dentro l'acquaio, gli avanzi ammuffiti dentro il frigo.
Tuffarsi a condividere la vita può concedere al massimo un "vuoto d'allegriga", come diceva S.
Ho gli occhi spigolosi.
Odiatemi o amatemi.
A scelta.
Ballo da sola, non importa.

PuntoG