sabato 18 giugno 2011

Posti senza dimensione #1

Si ferma un attimo, giusto il tempo di guardarti meglio. Esce dalla stanza, gira la testa verso di te "Somigli a mia nipote, sai!" e va via con la sua sigaretta spenta. Albertina sorride sempre sotto i riccioli quasi bianchi, dentro la gonna trasparente e leggera, un pò come lei. Non che sia magra. Però sembra una nuvola dentro un cielo infinito, senza meta. "Vuoi mangiarla la mia mela? Se non la vuoi la porto a casa". Casa. Questa non è casa. Affaccendata tra l'andare e il venire, fumare qualche sigaretta, Albertina dispensa sorrisi e consigli golosi. "Se vuoi mangiare un dolce buono devi andare al bar Sport di S.".
"Io sono Albertina e tu? Mio padre si chiama Felice. Una volta è caduto in pozzo. Da fuori gli parlavano e lui rispondeva "Felice". Bisogna ridere, sembra una cosa divertente. Non so se ci fa caso o se le importi davvero se tu hai capito. Si allontana cantando, mentre tu cerchi qualcosa di giusto da dirle.
Ci sono posti dove il tempo non ha dimensione.

PuntoG

2 commenti:

  1. Ho fatto alcuni anni di volontariato presso una casa di riposo, dove in effetti il tempo non aveva dimensione - né direzione. La barzelletta di "Felice" era un classico ("Sono Felice", "Ah, allora restaci"), ma anche certi racconti sul "Guerrone" (c'era ancora qualcuno che ricordava la guerra '15-'18, pensa te...).
    Bellissimo brano.

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  2. Sarebbe bello se fosse il posto cui fai riferimento. Non pensavo "Felice" fosse un classico.
    Sono belli loro Pim e teneri. Da un lato vorresti abbracciarli tutti. Dall'altro vorresti scappare il più lontano e il più velocemente possibile.

    Grazie grazie.

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